Un successo tra devozione, tradizione e spettacolo: il resoconto della Festa dei Santi Cosma e Damiano 2026

BRATTIRÒ – Si sono conclusi con grandissima partecipazione e successo i festeggiamenti in onore dei nostri amati Santi Medici Cosma e Damiano. Anche per questo 2026, la “tre giorni settembrina” (25, 26 e 27 settembre) ha confermato quanto il culto verso i Santi Martiri rappresenti il cuore pulsante, la storia e l’identità più profonda della nostra comunità di Brattirò.

Il Comitato Festa 2026 – annunciato domenica di Pasqua e composto quest’anno da una bellissima squadra che ha mescolato volti nuovi a persone d’esperienza – ha lavorato senza sosta per regalarci un’edizione indimenticabile, curata in ogni minimo dettaglio. Un’edizione di cui Brattiro.net è stato fieramente partner ufficiale.

Tre giorni di musica, allegria e tradizione

I festeggiamenti civili si sono aperti la sera del 25 settembre con un tuffo nel passato: l’esibizione della cover band della Little Tony Family, che ha fatto cantare e ballare fan e nostalgici, ricordando lo storico concerto che il compianto cantautore tenne proprio qui a Brattirò nel lontano 1981.

Ma, come sanno bene i brattiroesi, la vera atmosfera di festa si vive tra le vie del paese. Come testimoniato dalle numerose dirette e foto sulla nostra pagina Facebook ufficiale, il colpo d’occhio della piazza è stato meraviglioso. Emozione pura nel vedere la chiesetta di Santucocimeu riaprire le sue porte per l’occasione, e tanta allegria grazie allo spettacolo dei classici “Giganti” animati dai ragazzi del paese. La cosa più bella? Vedere i tantissimi bambini con il tamburo in mano, pronti ad accompagnarli a ritmo di festa, segno che le nostre tradizioni sono vive e in ottime mani.

Il culmine della festa: la devozione del 27 settembre

Dopo le sorprese e gli spettacoli musicali della sera del 26, siamo giunti alla giornata più importante e solenne, il 27 settembre. Un tripudio di fede e preghiera ha accompagnato i Santi per le vie del paese, abbracciando i tanti devoti venuti da tutto il circondario.

Per chi non fosse riuscito a essere presente fisicamente, o per chi volesse rivivere il raccoglimento di quel giorno, condividiamo qui la Santa Messa solenne del 27 settembre 2026, trasmessa sul nostro canale YouTube:

Uno spettacolo pirotecnico da togliere il fiato

A incorniciare queste giornate intense, ci ha pensato l’arte pirotecnica. Già a partire dalle prime serate i fuochi d’artificio a ritmo di musica hanno lasciato tutti con il naso all’insù. Ma l’apoteosi si è raggiunta con lo straordinario spettacolo pirotecnico notturno finale, curato dal nuovo fuochista della festa (Di Matteo Fireworks Events), che ha dipinto il cielo di Brattirò con coreografie e colori indimenticabili.

Ecco il video per rivivere lo spettacolo che ha chiuso in bellezza questa memorabile edizione:

(Nota: sul sito è inoltre disponibile l’elenco dei biglietti vincenti della lotteria estratti a chiusura della festa).

Ringraziamo di cuore tutto il Comitato Festa, i cittadini, i fedeli e tutti coloro che hanno contribuito con le donazioni (anche online!) a rendere questa festa grandiosa. Evviva i Santi Medici Cosma e Damiano! Evviva Brattirò!

Il rito della torchiatura a Brattirò: quando il vino diventa storia e comunità

Ci sono tradizioni che non si limitano a ripetersi ogni anno, ma che scandiscono il tempo e l’identità della nostra comunità. A Brattirò, l’arrivo dell’autunno porta con sé un rituale antico, fatto di fatica, profumi intensi e gesti tramandati di generazione in generazione: la produzione del vino.

Non si tratta di una semplice pratica agricola. Come ha ben documentato un recente e bellissimo servizio di LaC Storie, la vendemmia e i successivi processi di lavorazione rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale. Dopo aver raccolto i grappoli con cura e aver pazientato per giorni mentre le vinacce riposano, arriva uno dei momenti più affascinanti: la torchiatura.

È in questa fase che l’esperienza contadina si fa arte. Il torchio, strumento simbolo della nostra civiltà rurale, entra in azione per pressare le vinacce e far fuoriuscire il mosto prezioso. Ma non è un’operazione meccanica: serve l’occhio attento e la mano esperta di chi conosce i segreti di questa terra. La pressione deve essere dosata con maestria per evitare che l’eccessiva estrazione di tannini renda il vino troppo amaro, compromettendo il lavoro di un’intera annata.

Le telecamere di LaC Tv sono venute a farci visita per immortalare questi istanti magici. Nel servizio viene catturata l’essenza della nostra gente: mani segnate dal lavoro, sguardi attenti e quella passione incrollabile per la qualità che rende il vino di Brattirò speciale. Non è solo una bevanda, ma il frutto di una saggezza antica che continua a vivere nelle nostre cantine.

Per chi non avesse ancora avuto l’occasione di vederlo o per chi volesse emozionarsi di nuovo ammirando i volti e i luoghi del nostro paese, vi invitiamo a guardare il servizio completo dedicato a Brattirò. Un ringraziamento a LaC Storie per aver dato voce e visibilità a un rito che ci rende fieri delle nostre radici.

Brattirò si prepara alla “Seconda Festa” dei Santi Medici Cosma e Damiano: un nuovo appuntamento di fede e tradizione

BRATTIRÒ (VV) – Dopo il successo straordinario dei solenni festeggiamenti che, dal 25 al 27 settembre 2026, hanno animato il nostro paese con un tripudio di fede, cultura, musica e la grande partecipazione di fedeli e visitatori, la comunità di Brattirò è pronta a rinnovare il proprio abbraccio di devozione in occasione della Seconda Festa, in programma domenica 11 ottobre 2026.

Il successo di settembre: fede, identità e comunità

La tre giorni settembrina ha confermato ancora una volta quanto il culto dei Santi Medici Cosma e Damiano rappresenti il cuore pulsante e l’identità più autentica di Brattirò. Tra momenti di profondo raccoglimento spirituale, le caratteristiche sfilate dei Giganti, la fiera e i momenti di intrattenimento che hanno culminato con la tradizionale lotteria e i numeri vincenti già assegnati, l’intera comunità e i tanti emigrati rientrati per l’occasione hanno vissuto giorni indimenticabili all’insegna della condivisione e della tradizione. Un legame antico che resiste al tempo e continua a unire generazioni.

Il programma della Seconda Festa (Domenica 11 ottobre 2026)

La festa non si ferma e il Comitato Festa 2026, insieme al parroco Don Sergio Meligrana, ha stilato un programma ricco e suggestivo per la giornata di domenica 11 ottobre, pensato per unire momenti religiosi, spettacoli e convivialità:

  • Ore 8:00 – Santa Messa.
  • Ore 10:30 (Largo Saladino) – Grande attesa per lo straordinario spettacolo di magia e illusionismo del mago Massimo Cappuccio, un momento di puro stupore e divertimento dedicato a grandi e piccini.
  • Ore 15:00 – Sfilata dei Giganti di Mesiano e di Brattirò, per le vie del paese al ritmo incalzante dei tamburi.
  • Ore 17:00 – Solenne Processione per le vie del paese con le sacre effigi dei Santi Medici, accompagnata dal corpo bandistico di Zaccanopoli, seguita dalla Santa Messa.
  • Ore 19:30 – Spettacolo pirotecnico a cura della rinomata ditta DiMatteo Fireworks di S. Antimo (NA).
  • Ore 20:00 – Tradizionale grigliata in piazza e serata karaoke in compagnia di Don Antonio Pagnotta.
  • A seguire – Una dolce sorpresa finale per tutti i partecipanti!

Brattirò vi aspetta numerosi per vivere insieme un’altra indimenticabile giornata di festa, fede e allegria. Non mancate!

Tre Serate per la Festa dei Santi Cosma e Damiano 2026

Continua il lavoro del Comitato Festa 2026.

Santi Medici Copertina

Finalmente possiamo annunciare chi si esibirà sul palco di Brattirò quest’anno, per ben 3 serate!

La sera del 25 settembre, per la gioia dei fan e dei nostalgici, cover band di Little Tony Family! Il compianto cantautore venne a Brattirò nel 1981 e non era nemmeno considerato il cantante di punta, visto che si esibì il 26 sera. Il 27, quell’anno, toccò a Peppino Gagliardi.

Per la nostra serata del 26, il comitato ha pensato bene di accontentare tutti i Millennials. Sarà un sabato sera “da discoteca” con il format “Destinazione 90”. Tutti i migliori successi degli anni 90 in una sola serata!

Infine, ultimo non per importanza, sarà Danilo Sacco a prendersi la scena il 27 sera. Cantante dei Nomadi dal 1993 fino al 2011. In seguito, Sacco ha proseguito la sua carriera da solista, affiancando al suo repertorio personale, anche quello dei Nomadi

Danilo Sacco Poster

Insomma, ce n’è per tutti i gusti quest’anno: che vogliate cantare “Cuore Matto” a squarciagola sotto al palco, divertirvi al ritmo della disco music degli anni 90 o andare sul sentiero dei sentimenti con le canzoni di Sacco, siete i benvenuti!

Tutte e tre le serate si terranno in Piazza Saladino, oramai luogo privilegiato per i concerti in occasione della festa dei Santi Medici.

Fra le altre novità, vi segnaliamo che anche per quest’anno, la chiesetta di Santucocimeu verrà riaperta in occasione della tre giorni di festa. Ma approfondiremo il tutto in un prossimo articolo.

Vi ricordiamo di seguire le nostre pagine social, Instagram e Facebook: “Brattironet” e “Santucocimeu.Brattiro” per i prossimi aggiornamenti sulla festa e che per il mese di settembre avranno una programmazione totalmente dedicata.

La “Calata” dei Santi Medici: Storia di una Tradizione

Il 2 agosto andrà in scena, a Brattirò, un appuntamento divenuto ormai tradizionale e che è considerato a tutti gli effetti il momento in cui iniziano i festeggiamenti in onore dei Santi Cosma e Damiano.

Il 2 agosto andrà in scena, a Brattirò, un appuntamento divenuto ormai tradizionale e che è considerato a tutti gli effetti il momento in cui iniziano i festeggiamenti in onore dei Santi Cosma e Damiano.

Stiamo parlando della cosiddetta “calata” delle statue, che vengono spostate dal loro altare, nell’oratorio a lato della navata principale, sull’altare maggiore della nostra chiesa. Da 14 anni ormai, ogni prima domenica d’agosto.

Prima, non c’era tutta l’aura solenne che vediamo oggi. I Santi Medici venivano spostati dalla nicchia sull’altare a settembre, poco prima della novena, dunque attorno al 17-18 settembre. Poi, il Comitato Festa 2012, Presidente Aurelio Rombolà, propose di fare una sorta di festa estiva, ogni prima domenica d’agosto.

L’intento era quello di fare una festa che fosse dedicata soprattutto ai nostri emigranti, che magari non riuscivano ad essere presenti per la festa di settembre, essendo un periodo lavorativo.

La “processione estiva” durò solo qualche anno, complice la poca partecipazione e il troppo caldo. Era inoltre la terza processione con i Santi Medici, se consideriamo quella di giorno 27 e quella della cosiddetta “seconda festa” in ottobre.

È rimasta però la bellissima tradizione di portare i Santi Cosma e Damiano fuori dalla nicchia, cosicché la festa dura quasi due mesi, senza contare la “seconda processione”.

Sono felici i brattiroesi residenti tutto l’anno. Sono felici i nostri fuorisede, che possono godersi i nostri Santi Medici un po’ di più. Sono felici anche coloro che abitano nei paesi vicini, che possono venirli a trovare più spesso.

Dal 2 agosto, passando per la festa di Settembre e fino alla seconda domenica di ottobre, i Santi Medici saranno più vicini a tutti i fedeli che volessero fargli visita.

(video di qualche anno addietro)

Donazioni Online per la Festa SS. Cosma e Damiano 2026 di Brattirò

Donazione PayPal
Inquadra il QR code con il tuo cellulare per donare.

Il Comitato Festa è stato annunciato domenica di Pasqua e si è subito messo all’opera per l’organizzazione della Festa 2026.

La squadra di quest’anno è composta in larga parte da esordienti, ma anche da persone che hanno già fatto parte “da cummissioni” in precedenza. I nomi: Cosmo Furchì (Beba), Cono Loiacono, Gessica Petrolo, Francesco Preiti, Roberta Pugliese, Eugenio Rombolà (di Rina), Rossella Rombolà (Zicchitea), Maria Domenica Vallone (Avvocato), Mario Vallone, Giuseppe Vita (di Lea), Rosanna Vita, Nenzi Vita (Gemella).

Mentre le riunioni si susseguono per formare le cariche e iniziare ad abbozzare quello che sarà il programma, possiamo già darvi alcune notizie sulla festa che sarà.

La prima farà sicuramente piacere a chi è lontano o a chi non può venire fisicamente alla festa. Un’idea già proposta durante la festa del 2023, che abbiamo promosso anche sui nostri canali social.

Si tratta infatti del link PayPal (https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=D7RL7ASLA9JZQ) per poter donare online. Se infatti, per un motivo o per un altro, sarete impossibilitati a lasciare la vostra offerta ai piedi dei Santi Medici, non temete! Quest’anno potrete farlo anche da casa vostra!

Sappiamo infatti, quanto la devozione vada oltre i confini, non solo di Brattirò, ma della Calabria. Una devozione che accompagna tutti i brattiroesi “fuorisede” nelle varie parti d’Italia o d’Europa, con un’immaginetta sempre nel portafoglio.

Una devozione che raggiunge l’altro lato dell’Oceano Atlantico, dove c’è la comunità brattiroese di Buenos Aires che ha portato fin lì i nostri Santi e le nostre tradizioni.

Come anche per tanti altri devoti non brattiroesi, dei paesi vicini o anche di paesi più lontani, ma legati ai Santi Cosma e Damiano. Questa iniziativa è pensata per voi e per quanti volessero donare e non potessero farlo fisicamente.

Ricordiamo che tutte queste donazioni saranno devolute per i festeggiamenti e daremo notizia di questo anche insieme al Comitato.

E come negli ultimi anni, anche quest’anno siamo felici di essere partner del Comitato Festa e sui nostri canali potrete trovare informazioni puntuali e soprattutto ufficiali riguardo alla festa. Troverete anche il link, non appena sarà pronto e spiegheremo tutte le modalità per avere accesso, come fatto in precedenza.

La seconda notizia ci fa già entrare nel vivo della festa! Di solito infatti, la prima immagine che pubblichiamo, è legata ai biglietti della riffa. In mancanza della foto (che comunque pubblicheremo), vi anticipiamo, grazie al comitato, i premi di quest’anno.

Premi che puntano ad accontentare ed accattivare un po’ tutti e dall’alto valore economico e commerciale, soprattutto, sono tutti premi tecnologici!

Primo premio: iPhone Air 5G da 256 giga

Secondo premio: TV Samsung da 55 pollici QLED

Terzo premio: scopa elettrica Black & Decker

Come potete notare, il lavoro per i Santi Medici 2026 è già iniziato e anche alla grande! Siamo sicuri che il Comitato abbia in serbo altre sorprese, ma con calma, ve le comunicheremo.

Fate pure riferimento alla nostra pagina per tutti gli aggiornamenti della festa che siano civili e religiosi. Dal 2019 a questa parte, abbiamo coperto la festa quasi passo dopo passo e dobbiamo ringraziare tutti i Comitati con cui abbiamo lavorato finora.

Da parte nostra non possiamo ancora fare comunicazioni particolari, ma tenete gli occhi aperti, non si può mai sapere!

Vi ricordiamo infine che Brattiro.net raddoppia! Abbiamo infatti dedicato una nuova pagina alla chiesetta di Santucocimeu, lì dove è nato il culto dei nostri Santi Cosma e Damiano, cercateci sia su Instagram che su Facebook, per seguire al meglio i preparativi per i Santi Medici 2026!

Cantine Rombolà: alla scoperta dei vigneti della zona

Vista la vocazione vinicola del paese, abbiamo deciso di visitare le cantine presenti sul territorio per sapere come lavorano e per conoscere il loro impegno nel portare nel mondo il nome del “Vino di Brattirò”. Abbiamo così deciso di intervistare i produttori.

Partiamo da Alfonso Rombolà, di Cantine Rombolà. Pur essendo brattiroese, vive ormai da molto tempo a Milano, ma le sue radici sono rimaste ben radicate al suo paesello, qui in Calabria. Gli abbiamo chiesto prima di tutto cosa lo abbia spinto ad intraprendere questa sua attività. Un’attività, ci tiene a precisare, che è prima di tutto una passione, visto che il suo lavoro è un altro.

Comincia grazie al cognato Peppe (U Saputu), che era molto appassionato di viticoltura, in modo sperimentale, quasi per gioco. Si parte così da una qualità di rosso e da una barrique vengono ricavati 225 litri che danno dei buoni risultati e successivamente si passa a 5 barriques.

Alcune delle botti in cui riposa il Trupia

I vitigni su cui si basano i vini di Cantine Rombolà sono principalmente 3: Magliocco Canino, Magliocco Dolce e Greco Nero (detto “Mangiaguerra” nelle nostre zone). Alfonso ci tiene a spiegare che, nonostante ci si basi principalmente su questi tre vitigni, in Calabria ne possediamo un’incredibile varietà, a causa delle dominazioni storicamente subite dalla nostra terra. Ad oggi però non le conosciamo tutte, lui stesso ci dice di essersi dovuto affidare ad un esame del DNA dell’uva per poterla distinguere.

Andiamo così ai metodi utilizzati da Cantine Rombolà per produrre i suoi vini: partiamo dal metodo utilizzato per il vino bianco (Scialata), che si chiama “metodo ancestrale”, un metodo antico, classico, molto vicino allo “champenois”, che non è altro che il metodo per fare lo champagne. Questo metodo, ci spiega Alfonso, concepisce il fatto che “il vino nasce e muore in bottiglia”. L’uva, appena raccolta, viene portata ai macchinari e le bucce vengono separate dal liquido e subito questo viene messo a fermentare. La chiave per ottenere un ottimo bianco è infatti la velocità. Il vino Scialata è fatto di uve di Mangiaguerra e Zibibbo.

Metodo da contrapporre allo “champenois” è lo “charmant”, in cui ci si serve di grossi contenitori e di autoclave. Lo si usa di più per il vino rosso. Cantine Rombolà ha al momento due vini rossi in commercio. Al contrario del bianco, la chiave per ottenere dei buoni rossi è un processo più lento. Dei due, il Trupia viene tenuto a fermentare per 15 giorni, mentre il Critajanca solo 4.

Alfonso ci spiega inoltre che bisogna saper combinare bene l’uvaggio, altrimenti si rischia di creare vini troppo forti o troppo aromatizzati. Ad esempio, mai mischiare Magliocco Canino e Nebbiolo, perchè appunto il vino sarebbe troppo forte. L’abbinamento principe è invece Cabernet Sauvignon e Merlot. Questi però, sono vini che si trovano ovunque.

Alfonso ci spiega che uno degli obiettivi che si è posto con la sua cantina è di valorizzare i vitigni autoctoni, cioè della zona. Il vibonese in generale è infatti decantato per possedere le migliori uve di Calabria, sia per il vino che per la tavola. Un’uva da tavola tipica è l’ “Olivetta” o “Olivella vibonese”, di cui ci sono due varietà. Quest’uva parte da fine luglio, inizio settembre e va a maturazione fino a febbraio. Veniva persino esportata in Germania! Riguardo a quest’ultima, ha deciso di avviare un campo sperimentale, per ripristinarla.

Il Critajanca e il logo dell’azienda

La domanda a questo punto sorge spontanea: ti piacerebbe prendere parte a delle iniziative culturali a tema vino nel tuo paese?

“Certo che si”, risponde con un sorriso amaro, ed inevitabilmente il discorso vira sulla sagra locale. . “Per me” ci dice “E’ rimasta ferma a 40 anni fa e anche quel poco di cultura vinicola che c’era, è andato perduto”. Ci parla anche della “Cooperativa Brattirolese”, un progetto che vedeva coinvolti i produttori vinicoli del paese, morto nel giro di un anno per una mancata firma. E infine aggiunge “Questa sagra, per quanto partisse con il piede giusto, ha sminuito l’uva e il vino di Brattirò, perchè si offre alla gente una vinificazione non rappresentativa”.

Anche lui, nel suo piccolo, tramite la Cantine Rombolà, ha organizzato delle iniziative, come “Vendemmia in festa”, in cui le persone vengono invitate a prendere parte alla vendemmia e soprattutto a passare una giornata in allegria. Soprattutto partecipa a molte altre iniziative un pò ovunque in Italia, contribuendo così ad accrescere il buon nome del “Vino di Brattirò”.

Quando, alla fine, gli chiediamo se ha dei nuovi progetti, ci risponde che sarà un sorpresa, ma sarà felice di condividerli con noi! Allora grazie Alfonso, per aver discusso di vino con noi ed aver esposto il tuo pensiero.

Cantina Masicei: la bontà del nostro vino, con un tocco bio

Si continua con le interviste ai produttori vinicoli brattiroesi. Stavolta tocca a Cosmo Rombolà di Cantina Masicei.

Anche lui dice di aver cominciato quasi per gioco e grazie soprattutto a suo padre, che gli ha trasmesso l’amore per il vino. E così, nel 2012 fa un investimento da cui nasce Cantina Masicei. Il nome viene proprio dal terreno di famiglia su cui buona parte delle uve vengono coltivate.

Il progetto vero e proprio della cantina viene fuori nel 2015, ma già l’anno prima, Cosmo è entrato in contatto col professore Adamo Domenico Rombolà, dell’Università di Bologna. E’ qui che Cosmo, alla passione, ha unito lo studio, iscrivendosi alla facoltà di Enologia, in cui ha imparato delle “tecniche agronomiche innovative” e “gestione dei terreni aziendali”.

In base a queste tecniche, il terreno viene lavorato quanto basta. Per la precisione, l’unica fresatura avviene a fine ottobre, dopo le vendemmie. Fresatura che è utile per la conseguente semina, a filari alterni, di piantine cerealicole. Queste crescono durante l’inverno e a primavera, col risveglio vegetativo della vigna, le due piante vanno in competizione. La vigna così soffre, ma per una buona causa, visto che diminuisce la vigoria di essa, cioè meno foglie e e germogli e, di conseguenza, meno malattie (caratteristica del biologico).

Le vigne in località Masicei

Così fino a fine maggio/giugno, quando si forma il grappolo, le piantine vengono trinciate e si lascia una pacciamatura nel terreno. E’ un momento cruciale perchè a questo punto l’uva ha bisogno di nutrienti, che trova già pronti sotto forma di fertilizzante naturale. Molto importante anche perchè trattiene l’umidità del terreno. A questo punto si è pronti per la vendemmia, o meglio le vendemmie.

A Cantine Masicei, avendo 5/6 varietà di vino, che maturano tutte in periodi diversi, si fanno altrettante vendemmie, dopo aver esaminato la “curva di maturazione”, un grafico che segnala PH, acidità e grado zuccherino. Tra le varietà di Cantine Masicei troviamo: Magliocco Dolce, Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Dopo la vendemmia, questi vengono portati alla diraspo-pigiatrice e poi al fermentatore in cui restano 1 settimana o 10 giorni. Si passa così alla svinatura, cioè al tirare fuori il liquido e viene messo in contenitori di acciaio o legno, in base alla varietà.

Tra le varietà di Cantina Masicei troviamo sia Magliocco Canino, utilizzato per il vino rosè, il Rifriscu, e Magliocco Dolce, base per i vini rossi. Queste due sono varietà autoctone, cioè calabresi, a cui vengono affiancate anche varietà internazionali e nazionali come Sangiovese e Cabernet Sauvignon.

Tra i vini di Cantina Masicei troviamo il Kalibrio (Magliocco Dolce e Sangiovese), che viene tenuto solo in acciaio per un anno e poi per altri 6/7 mesi in bottiglia. Altra varietà di rosso è il Kannata (Magliocco Dolce, Sangiovese, Cabernet Sauvignon) che sosta nell’acciaio per un anno e poi per un altro in legno. E ancora la Riserva (Magliocco Dolce e Greco Nero), che riposa per un anno e mezzo in barrique e poi in bottiglia. Per quanto riguarda le uve bianche, vengono utilizzate la “nostra” Malvasia e lo Chardonnay e fra qualche anno dovrebbe anche uscire un vino di Zibibbo.

La Cantina è biologica, ma non tutti i vini lo sono. Cosmo ci spiega infatti che per ottenere il certificato che attesta che il vino sia prodotto biologicamente, bisogna attendere tre anni. Al momento solo il Rifriscu, rosè, è certificato come vino biologico, mentre dovrebbero raggiungerlo a breve il Kannata 2018 e il Raya, bianco.

Uno scorcio di località Masicei

Per la produzione, Cosmo, benchè sappia quello che fa, ha deciso di farsi affiancare da un enologo. Ormai da due anni, questo ragazzo che viene dalla Brianza, aiuta Cosmo coi suoi vini. Grazie alle sue dritte sono nati Raya e Riserva e insieme hanno deciso di avviare una leggera spumantizzazione.

E per quanto riguarda le iniziative culturali a tema vino, saresti interessato a prenderne parte? Chiediamo anche a lui.

Si dice ben disposto, purchè ci siano degli obiettivi comuni a tutti. Cosmo ci dice di prendere già parte a molti eventi, anche in collaborazione col Professore Rombolà. “Per quello che si può” ci dice “Mi farebbe piacere farne parte”.

Anche a lui chiediamo delle novità e degli obiettivi che si pone. In quanto alle novità, Cosmo ha in programma di ampliare la cantina ed è alla ricerca di nuovi terreni da coltivare. Dice infatti di volersi migliorare anno dopo anno, visto che è un’attività basata sul potenziale, che ha intenzione di sfruttare al massimo. Al momento, Cantina Masicei si attesta sulle 11.000/12.000 bottiglie, ma l’obiettivo è arrivare a 20.000.

Grazie a Cosmo per averci fatto visitare la cantina e aver passato un po’ di tempo con noi a chiacchierare sul vino!

Sagra del Vino di Brattirò: goliardia, divertimento e caos ordinato

E’ già passato il 10 agosto, quando Brattirò, durante la notte dei desideri, si anima di colpo.

E’ mattino presto quando i membri dell’Associazione Enotria si mettono al lavoro per gli ultimi ritocchi. Se vi ricordate, è cominciato tutto una settimana prima, con la degustazione del vino. Durante questo periodo, tutti gli organizzatori si sono dati da fare per la riuscita della Sagra del Vino 2019.

Le riunioni si susseguono senza sosta, nei giorni precedenti viene lavorato il maiale per le salsicce e viene tagliata la frutta per la sangria. E giorno 10, come detto, vengono dati gli ultimi ritocchi, soprattutto agli stand. I classici tubi di metallo vengono ricoperti con fiori ed erbe della vigna ed alla fine vengono aggiunti i cartelloni col logo della sagra e altre poesie.

Peculiarità di quest’anno sono gli hashtag, che si trovano, in rosso, su ogni stand: #mangiapastaebasta, #sangriaedallegria, per citarne alcuni.

Ai soliti stand che percorrono tutto il paese, si aggiunge la novità sita in Via Posta, degna di nota e lode. Un tempo, su tale via era collocata la mostra degli antichi mestieri e anche della vendemmia. Tradizione purtroppo caduta in disuso. Ma quest’anno Via Posta riprende vita grazie all’impegno di alcuni ragazzi che lavorano dal mattino nel sistemare quella che potremmo definire “La Storia” della sagra.

Le foto della mostra

Lungo la parete in pietra di una vecchia casa, vengono posizionate le foto che contengono volti noti e storici della sagra. Molta è la commozione nel vedere persone che non ci sono più. Ci teniamo a ricordarle anche qui: Don Giuseppe Furchì, Mercurio Furchì (di Manna), Professore Peppe Vita, Cosmo Romano (per tutti “u zu Cocimu”). E anche a fine Sagra, viene ricordato Peppe Costa (Peppi Iotta) per anni componente della sagra.

Un altro complimento va fatto per il gruppo scelto per quest’anno: i Suddanza. Ovviamente per una piazza esigente come quella di Brattirò, ci vogliono dei musicisti all’altezza e i Suddanza vanno oltre ogni aspettativa. Suonare tarantelle e anche così bene per ben tre ore di fila, senza stop, non è da tutti. Veramente bravi e complimenti all’Associazione Enotria!

Una foto dal concerto dei Suddanza

Per il resto che dire, il lavoro è stato encomiabile. Tutti, dal più piccolo al più grande, chi più chi meno, si sono impegnati per la riuscita della Sagra 2019.

Come sempre è una bella sagra, una sagra felice, dove l’euforia del vino contagia un pò tutti quelli che vi partecipano. E’ una sagra goliardica, ricca di divertimento, la celebrazione dell’euforia all’ennesima potenza. Ma sappiamo bene che, come dice una famosa canzone, “si può fare di più”.

Quel “si può fare di più” vuole essere un invito a migliorare, perchè se la sagra è buona, può diventare ottima e se è ottima può diventare eccellente.

O4 agosto 2019: si preparano le grandi feste

Vi raccontiamo un po’ la giornata del 04 agosto, che ha segnato due tappe importanti per i due maggiori eventi del paese: la festa per i SS Cosma e Damiano e la Sagra del Vino.

I Santi Medici

Partiamo dal mattino, quando, come ormai consuetudine da qualche anno, alla fine della messa delle 08:00 è stata esposta sull’altare maggiore, la statua dei Santi Medici.

Ormai da qualche anno, la prima domenica di agosto, la statua viene portata fuori dalla nicchia in cui si trova solitamente, per essere posta sull’altare maggiore. L’esposizione dura così per tutto il mese di agosto, come pure per tutto il mese di settembre, per prolungarsi poi fino a metà ottobre, quando la statua viene rimessa a posto, dopo la cosiddetta “seconda processione”.

Difatti, oltre a quella con la messa solenne del 27 settembre, la seconda domenica di ottobre ne viene fatta un’altra, detta “du paisi”. I brattiroesi infatti, sono talmente attivi giorno 27, che magari partecipano solo alla messa e non alla processione, in cui sono invece molti i pellegrini. Così, ad ottobre, senza il clamore della festa e l’ingombro delle bancarelle, rendono nuovamente grazie ai Santi Medici, raggiungendo quello che era il loro luogo di culto originario: la chiesetta di Santu Cocimeu.

Per un paio d’anni, si è tenuta anche una terza processione, sempre la prima domenica di agosto. In origine, la statua rimaneva sull’altare maggiore dopo la processione, mentre col tempo si è optato per la semplice esposizione.

Come sempre, trattandosi dei Santi Cosma e Damiano, la trepidazione è tanta. Ci sono tutti i membri del comitato festa e anche qualche altro compaesano che dà una mano. Sono tante le persone commosse e dopo che la statua viene messa in posizione, il parroco Don Sergio intona la litania. Contemporaneamente, le campane suonano a festa e, come sempre, si sente qualche botto.

E questa è stata solo la prima parte della giornata! Raramente a Brattirò si hanno eventi che occupano buona parte della giornata!

Verso sera, alle ex scuole medie, quartier generale dell’Associazione Enotria, si vede del movimento. Si sta preparando la presentazione del vino che verrà servito alla sagra di quest’anno, con tanto di aperitivo/degustazione.

Un momento dell’aperitivo/degustazione

Si attende qualche minuto prima di cominciare e poi aprono le danze Pasquale Costa, il presidente, e Jack Pugliese, altro membro dell’associazione. Il primo presenta i due tipi di vini prodotti per quest’anno e che potranno essere gustati fra gli stand la notte del 10 agosto, come sempre, gratuitamente. Il secondo presenta invece un lavoro di ricerca e mappatura riguardo ai vini, con particolare attenzione a quelli della zona. Ricerca esposta con tanto di pannelli esplicativi, che ritroveremo durante la sagra.

A seguire, altri membri dell’associazione, più e meno giovani, hanno servito il vino e offerto prodotti tipici della zona con cui accompagnarlo. Il tutto è proseguito per un pò, visto il nutrito gruppo di persone che vi ha preso parte e anche dopo che l’evento aveva preso il via, in molti sono venuti, che sia stato per semplice curiosità o per passare una serata in compagnia.

Continuate a seguirci, per altri approfondimenti, curiosità o semplici racconti sulla nostra Brattirò.